L’analisi del ciclo di vita (LCA)per valutare gli impatti ambientali dei prodotti agricoli

L’agricoltura moderna si è sviluppata  nella ricerca di un continuo aumento delle rese di produzione, sfruttando al massimo ogni estensione di terreno e per il raggiungimento di tale obiettivo l’agricoltura cosiddetta “convenzionale” ha fatto ricorso ad un utilizzo sempre maggior di fattori esterni, quali ad esempio fertilizzanti chimici, antiparassitari e mangimi con conseguenti danni per l’ambiente. Infatti, l’eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali, come dell’acqua a fini irrigui, da parte del settore primario ha portato al depauperamento delle risorse, alla distruzione degli habitat naturali e all’accumulo di elementi fertilizzanti e di pesticidi nel suolo e nelle acque, mentre le continue lavorazioni del terreno hanno portato all’aumento del tasso di erosione dei suoli e alla perdita di sostanza organica.

La crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso i temi ambientali ha portato alla nascita di nuove tipologie di produzione agricola, più sostenibile. Infatti, l’agricoltura oggi sta cambiando i suoi schemi tradizionali perché, come tutte le attività umane, deve fare i conti con alcuni problemi immediati e futuri: la progressiva diminuzione delle attuali risorse energetiche, come il petrolio, la disponibilità limitata delle acque e l’inquinamento dell’ambiente.

Ma come fare a valutare la sostenibilità di un sistema di produzione rispetto ad un altro? Come valutare se un prodotto è, per l’ambiente, più sostenibile rispetto ad un altro? Al giorno d’oggi l’LCA è una delle metodologie più quotate ed  utilizzate in ambito agro-industriale.

LCA è l’acronimo di Life Cycle Assessment traducibile in italiano con l’espressione “valutazione del ciclo di vita”. Si tratta di una procedura standardizzata che permette di registrare, quantificare e valutare gli impatti ambientali durante tutte le fasi dell’esistenza di un prodotto, un’attività o un processo all’interno di un contesto ben preciso, che deve essere definito a priori. Le origini dell’LCA risalgono ai primi anni ’60 quando l’attenzione del mondo intero inizia a focalizzarsi  sulle problematiche ambientali, dovute alla presa di coscienza dell’esauribilità delle risorse. Il campo di applicazione della LCA è molto ampio: va dalla gestione della singola azienda a quella di sistemi socio-economici nazionali. In generale, l’LCA viene impiegato dalle industrie e aziende, dai governi e dalle organizzazioni non governative (NGO) per supportare processi decisionali relativi a investimenti, confronto tra diversi prodotti ed elaborazione di nuove strategie d’azione. Le industrie e le aziende usano l’LCA per valutare strategie di gestione, incrementare le prestazioni ambientali di un prodotto, per progettarne di nuovi o migliorare quelli esistenti, come parte integrante della comunicazione ambientale di un’impresa.

Inoltre l’LCA fornisce ai consumatori le informazioni necessarie a scegliere determinati prodotti rispetto ad altri . Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta l’attenzione alle etichette e alle dichiarazioni ambientali di prodotti. Tali etichette hanno lo scopo di veicolare un’informazione dal produttore al consumatore (business to consumer) o dal produttore al professionista (business to business). L’obiettivo comune di ogni marchio o etichetta ecologica è quello di incoraggiare la domanda per la fornitura di prodotti che causano minor impatto ambientale lungo il loro ciclo di vita e LCA è il primo step per un processo di certificazione e attribuzione di un “valore aggiunto “ al prodotto.

 

Di Alessandro Persiani e Mariateresa Pergola