Ciclo di seminari Alsia: agricoltura organica e rigenerativa (AOR).

“Valorizzazione delle risorse locali e autoproduzione dei mezzi tecnici” è il nome della serie di seminari organizzati dall’Alsia sul tema dell’agricoltura organica e rigenerativa tenutisi in due aree della Basilicata e precisamente nel Lavellese, per le colture cerealicole, olivicole e viticole e nel Metapontino, per quelle orto-frutticole. Gli incontri, svoltisi in quattro appuntamenti (dal 10 ottobre all’8 novembre) e duplicati rispettivamente a Genzano di Lucania e a Rotondella, hanno riscosso notevole interesse sia negli agricoltori e nei tecnici che negli enti di ricerca locali interessati alle tematiche.

Nel primo appuntamento introduttivo i relatori, ricercatori dell’Università degli studi di Salerno (nello specifico il prof. Giuseppe Celano), dello Spin - off AGES dell’Università degli studi della Basilicata (nella fattispecie il presidente dott. Carmine D’Adamo) e del CREA-AA (il Dott. Alessandro Persiani ed il Dott. Angelo Fiore), coordinati dai tecnici Alsia Dott. Giuseppe Mele e Dott. Rocco Sileo, hanno presentato i risultati di due progetti di ricerca in cui è coinvolta direttamente l’ALSIA, ovvero il progetto Life+ “Carbonfarm” ed il progetto “Agrocambio”. Riguardo al primo i relatori hanno puntualizzato l’importanza della chiusura del carbonio all’interno delle aziende agricole e la produzione di compost direttamente “on farm”, mentre per quanto riguarda il secondo, la ricerca è stata indirizzata all’analisi di un dispositivo sperimentale di lungo periodo basato su un insieme di tecniche agronomiche per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, quali le sistemazioni idraulico agrarie, le colture di servizio agro ecologico, le terminazioni conservative con il roller crimper e l’utilizzo di fertilizzanti organici innovativi.  

Il secondo seminario sia teorico che pratico è stato tenuto dall’agronomo, con esperienza internazionale nel settore, DEAFAL Marco Pianalto, il quale fra i molteplici argomenti della giornata, ha illustrato, con notevole efficacia, l’importanza ed il ruolo della sostanza organica nei suoli, per poi passare alle  tecniche per l’auto valutazione della fertilità dei suoli attraverso la cromatografia e la prova della vanga, alle sistemazioni idrauliche secondo il modello keyline che prendono in considerazione le naturali  curve di livello e che permettono di ridurre lo scorrimento superficiale delle acque (con conseguente migliore ottimizzazione della risorsa idrica e riduzione dei fenomeni di ruscellamento) e l’auto preparazione di bio- preparati con particolare  approfondimento e  dimostrazione pratica sul compost-bokashi un ammendante compostato ottenibile in sole due settimane, grazie ad un accelerato processo aerobico bio ossidativo, eche permette di ripristinare la fertilità dei suoli.

Nel terzo incontro, il tecnico DEAFAL Matteo Mazzola è riuscito con notevole passione a trasmettere agli agricoltori l’importanza delle produzioni sostenibili spiegando dapprima teoricamente il fondamentale ruolo svolto dalla frazione inorganica dei suoli (le argille ed i  minerali) e poi l’altrettanto importante ruolo svolto dai microrganismi, quali attori vitali del sistema suolo. Nella giornata sono state affrontate numerosissime tematiche,  fra cui l’utilizzo di appropriate lavorazioni del suolo, di particolari mezzi meccanici (ad esempio il ripper “Yeoman”) e la “rotazione eco-funzionale dei pascoli”. Numerosi anche gli approfondimenti pratici e fra questi: la preparazione del biochar attivato, l’accumulatore di microrganismi (teku-kana), i lacto-fermentati e l’idrolizzato di pesce.

Nel quarto ed ultimo seminario, tenuto da Matteo Mancini (DEAFAL) si è parlato ampiamente delle colture di copertura (cover crops), a partire dalla loro importanza nel garantire un altissima fertilità dei suoli per arrivare alla descrizione delle essenze da utilizzare (in purezza o in miscugli) e delle svariate  tecniche di gestione e terminazione delle stesse. Invece, l’approfondimento pratico ha visto la preparazione (tramite fermentazione) di un bio-fetilizzante (corroborante minerale) da utilizzare sia per il nutrimento delle colture che per aumentarne le difese.

Oltre alle svariate tecniche, sicuramente utilissime per aumentare la fertilità dei suoli, dai seminari  è emerso fortemente come sia basilare prima di tutto cambiare approccio e mentalità di fare agricoltura basandosi sull’utilizzo di un insieme di accorgimenti e buone pratiche. Fondamentale avere un approccio di insieme dell’azienda volto a valorizzare le risorse,  i mezzi e le potenzialità già presenti in essa, come anche adattare e applicare le tecniche valutando caso per caso i singoli contesti specifici se si vuole raggiungere l’obiettivo di produrre bene ed in maniera sostenibile!

 

il team AGES